Lo stadio Collana non riaprirà prima di maggio…la Regione metterà i fondi per la messa in sicurezza

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Napoli, 6 marzo 2017

Mentre ancora si discute in consiglio comunale dello stadio Collana, è notizia di oggi che la messa in sicurezza dello stadio Collana sarà finanziata dalla Regione Campania.

In base a quanto dichiarato oggi dall’assessore allo sport del comune di Napoli Borriello la speranza è che il Collana possa riaprire già nel mese di maggio.

Non è una ottima notizia per quanti fino a due mesi fa hanno frequentato lo stadio senza che vi fossero cause ostative evidenti ma è già qualcosa, perché il rischio che il Collana restasse chiuso in attesa di nuovi bandi di affidamento era enorme.

Segue il comunicato stampa ANSA dell’assessore Borriello:

Stadio Collana: Borriello,Regione finanzierà messa sicurezza
NAPOLI
(ANSA) – NAPOLI, 6 MAR – “La Regione Campania metterà i fondi per mettere in sicurezza lo stadio Collana così da poterlo riaprire al più presto, speriamo già per il mese di maggio”. Lo ha detto l’assessore allo Sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello, in occasione della seduta di Consiglio che vede, tra gli argomenti all’ordine del giorno, la discussione sull’impianto sportivo del quartiere Vomero. Borriello ha sottolineato che “in questi mesi si sono tenuti diversi incontri con la Regione rispetto alle diverse problematiche relative al Collana”. Nelle scorse settimane – come ricordato – il Consiglio di Stato ha bocciato l’esito del bando regionale per la gestione del Collana, riaprendo la discussione tra l’ente regionale e il Comune. L’obiettivo a cui punta l’amministrazione comunale è riuscire a far inserire il Collana negli impianti da utilizzare per le Universiadi del 2019, almeno per li svolgimento degli allenamenti degli atleti

Palazzo Reale di Napoli: 4630 oggi per la #domenicalmuseo nonostante il maltempo (qualche #foto scattata oggi con fish-eye)… in TOP10 Italia il Museo Archeologico Nazionale…

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Napoli, 5 marzo 2017

Nonostante il forte acquazzone oggi il palazzo Reale di Napoli è stato visitato da 4630 persone. A renderlo noto via twitter è il Polo Museale attraverso l’account ufficiale di Palazzo Reale.  Oggi pomeriggio, al calar della sera, ho approfittato dell’orario e della minor folla rispetto alla mattinata per scattare qualche fotografia con fish-eye.

Nel primo blocco di foto il salone d’Ercole,  lo scalone d’onore e l’ambulacro. Nel secondo blocco due fotografie del cortile d’onore ed un particolare di una delle stanze dell’appartamento reale.

Va ricordato che il palazzo Reale nel 2016 è stato visitato da oltre 185.000 persone.

Il sito più visitato a Napoli in questa #domenicalmuseo è stato il Museo Archeologico Nazionale ( 6300 visitatori), secondo in Campania dopo la reggia di Caserta ( 7470) e davanti a Pompei (6180) penalizzata dalla pioggia.

Il sentiero da Sorrento a Sant’Agata costeggiando il vallone di casarufolo

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Napoli, 4 marzo 2017

Fra i tantissimi sentieri per passeggiate e trekking presenti in penisola sorrentina ve ne è uno probabilmente meno panoramico ma ugualmente dal grande interesse paesaggistico.

Sant’Agata sui due Golfi e Sorrento son collegate da diverse strade, a partire dal Nastro Verde  (parte della statale 145 che dal bivio dell’Hotel Due Golfi arriva fino a Sorrento).

Fra queste, una delle strade presenti da diversi secoli è quella che costeggia il vallone casarufolo: in discesa (2,6 km), partendo dal centro di Sant’Agata (da corso Sant’Agata) si imbocca via Termine e subito dopo, sulla sinistra, si prende via Pagliaio di Santolo fino al passare sotto via Nastro Verde. E’ possibile prendere il sentiero anche da via Nastro Verde, prendendo delle scalette situate sulla destra scendendo la strada statale, poco prima dell’Hotel Iaccarino.   Il sentiero attraversa via li Schisani e via casarufolo.  Solo nel tratto finale diventa percorribile anche da piccole automobili, prima di suddividersi fra via rivolo Sant’Antonio e via Talagnano.  Svoltando a sinistra si arriva all’hotel Hilton Sorrento Palace (da qui attraverso via Sant’Antonio si arriva su viale degli Aranci. Svolntando a destra (via Talagnano) si arriva a Santa Lucia e poi, attraverso via Fuorimura, a piazza Tasso.

Oltre all’insolito punto di vista sia di Sorrento che del vallone stesso, la passeggiata si snoda attraverso ulivi ed aranceti, costeggiando zone agricole e qualche abitazione.

Traffico in città: Napoli undicesima in Italia per INRIX

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Napoli, 24 febbraio 2017

Un tempo c’era il famoso ingorgo a croce uncinata (cit. Luciano de Crescenzo).  Il luogo comune di Napoli città patria del traffico automobilistico è ancora lungi dallo svanire, anche se i dati “raccontano” una città diversa, meno congestionata rispetto al passato e di gran lunga meno trafficata di almeno altre DIECI città italiane.

E’ quanto emerge dall’analisi di INRIX sulla “traffic congestion”.  L’ INRIX Global Traffic Scorecard  vede infatti la città di Partenope fuori dalla TOP 10, in calo a livello globale di 20 posizioni rispetto al 2015.

Le città più congestionate sono Roma, Milano e Palermo, seguite da Perugia, Torino, Firenze, Genoa, Bologna, Bari e Catania.  Solo undicesima Napoli.  Se a Roma son 35 le ore perse nel traffico, a Napoli sono meno della metà (15,6).  A livello mondiale la città più congestionata risulta essere Los Angeles con oltre 100 ore spese nel traffico congestionato.

I dati di Napoli secondo INRIX: 11ma su 57 città analizzate in Italia, 290ma su 627 città in Europa.

Per chi voglia approfondire i vari indici utilizzati, le ore di tempo speso in traffico congestionato e gli altri fattori: http://inrix.com/scorecard-city/?city=Naples&index=491

Stefano Rodotà e i beni comuni (Napoli, Istituto Italiano di Studi Filosofici – 21 febbraio 2017)

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Napoli, 21 febbraio 2017

Riporto l’intervento quasi integrale di Stefano Rodotà all’incontro tenutosi oggi all’Istituto Italiano degli Studi Filosofici su I beni comuni: l’inaspettata rinascita degli usi collettivi.

Oltre a Rodotà, sono intervenuti, fra gli altri, Luigi de Magistris, Massimiliano Marotta, Anna Fava, Fabio Pascapè, Carmine Piscopo, Nicola Capone.

Archeologia: il ninfeo marittimo di Massa Lubrense a villa Fondi (Piano)

Napoli, 19 febbraio 2017

Napoli ed i suoi dintorni sono una continua scoperta.  Ignoravo del tutto – ad esempio- l’esistenza di un antico ninfeo romano, un “ninfeo marittimo”, a Massa Lubrense in prossimità della marina della Lobra.   Il ninfeo di Pipiano (che prende il nome dalla zona in cui si trova) fu scoperto dall’archeoclub di Massa Lubrense nel 1979 e dopo diverse campagne di scavo (dal 1980 al 2001) è tornato in buona parte alla luce in tutto il suo splendore.

Come si apprende dalle (non tantissime) fonti presenti in rete, la struttura risale al 50-55 d.C. e si trattava di un ninfeo costituito da 12 nicchie disposte in modo speculare ai lati di una cascata centrale che, attraverso cinque gradini, alimentava la piscina.  L’intero fronte del mosaico si estende per circa 25 metri, con le nicchie alte circa 2,7 metri per una superficie interamente rivestita da mosaico di circa 100 metri quadrati (fonte).  Il mosaico è realizzato con tessere di pasta vitrea di blu egizio e di calcari policromi ed i campi a mosaico sono suddivisi da campi decorati ottenuti da gusci di conchiglie (cardium eduli e di murex brandans).

Una parte del mosaico è ben visibile, in non eccelse condizioni  di conservazione, all’interno del parco di villa Fondi a Piano di Sorrento (la villa ospita difatti un museo archeologico).

Parte del ninfeo è stata di recente esposta nell’ambito della mostra Mito e Natura (che nel 2016 è stata allestita anche all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Napoli) ed in precedenza in una mostra su Pompei e dintorni in Germania. I mosaici sono difatti coevi alle rovine di Pompei.

Sarebbe auspicabile che prima o poi il ninfeo nel suo complesso fosse in toto visibile a residenti e turisti. Non conta tanto in quale comune della penisola sorrentina venga esposto (al di là delle beghe di natura politica che possono nascere in casi come questo), se a Massa Lubrense (nel cui territorio fu ritrovato il prezioso reperto archeologico) o a Piano di Sorrento, l’importante è che sia dato il giusto risalto a questo importante reperto archeologico.  Non mi pare che vi siano indicazioni chiare a villa Fondi sulla presenza di questo mosaico in cui ci si imbatte quasi per caso.

fonti

http://www.massalubrenseturismo.it/ninfeo-di-pipiano/

http://www.massalubrenseturismo.it/visita-guidata-alla-mostra-mito-e-natura/

http://www.bollettinodiarcheologiaonline.beniculturali.it/documenti/generale/2_LUCIGNANO_ESPOSITO.pdf

http://www.comunemassalubrense.gov.it/files/allegati/nin.pdf

http://www.massalubrense.it/ninfeo.htm

Sei personaggi in cerca di nalbero… una chiusura con ironia (by Roxy in the box)

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Napoli, venerdì 17 febbraio 2017

Sei personaggi in cerca di n’albero… è questo il nome dell’installazione temporanea di Roxy in the Box inaugurata oggi alla base di n’albero: un’idea valida, dissacrante ed ironica per chiudere nel migliore dei modi l’esperienza di un’installazione natalizia che ha catalizzato l’attenzione di napoletani e turisti, creando accese dispute fra favorevoli e contrari.   L’otto marzo si chiude… n’albero verrà smontato e c’è da scommettere che già partirà la gara ad ipotizzare quale sarà la prossima installazione natalizia di successo.

Difficile da definire bello di giorno, impossibile da non definire originale e sotto certi aspetti geniale,  i numeri di n’albero sono stati impressionanti soprattutto durante le festività natalizie:  100.000 visitatori di cui 32.000 paganti (si paga solo per salire sull’albero e non per entrare al livello base) già il 26 dicembre (fonte il Mattino),  oltre 200.000 visitatori di cui quasi 70.000 paganti ad oggi (fonte la Repubblica che incredibilmente parla quasi di flop).

N’Albero del resto non doveva piacere a tutti ma far parlare di sè,  attirare e fare da attrattore grazie agli eventi organizzati intorno alla sua base,  stupire nei giochi notturni di luci.   Al prossimo anno, alla prossima polemica o al prossimo successo…

 

 

 

Allo scugnizzo liberato si apre un dibattito sulle iniziative dal basso per valorizzare le potenzialità dei giovani di Napoli (sabato 18 febbraio)

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Napoli, 16 febbraio 2017

Ricevo e volentieri pubblico il comunicato riguardante un dibattito sulle iniziative dal basso per valorizzare le potenzialità dei giovani di Napoli.  Tale dibattito, che si spera non sia altro che l’inizio di un percorso partecipato,  si terrà sabato 18 febbraio alle ore 16,00 presso lo Scugnizzo liberato.   Un luogo simbolo da questo punto di vista, un ex carcere minorile che diventa luogo di discussione sul come dare un ruolo più centrale ai bambini napoletani.

Napoli ribolle di scugnizzi ribelli: la paranza della speranza
Sabato 18 febbraio 2017 – ore 16:00
Scugnizzo Liberato – Salita Pontecorvo, 46

Napoli ribolle di vita e di speranza. Ribolle di entusiasmo e di energia.

– Introduce il dibattito: Chiara Palumbo, operatrice sociale e attivista dello Scugnizzo Liberato

– Modera la discussione: avv. Maria Giovanna Castaldo, segretario della Camera Minorile di Napoli

Interverranno:

– Prof. Sergio Moccia, docente di Diritto Penale alla Facoltà di Giurisprudenza “Università degli Studi di Napoli Federico II”

– Maurizio Braucci, scrittore e sceneggiatore

– Avv. Enzo Paglionico, presidente della Camera Minorile di Napoli

– Gli attivisti dello Scugnizzo Liberato

– Avv. Marco Esposito, presidente Istituto Forense difesa Diritti Umani

– Melita Cavallo, presidente del tribunale dei minorenni di roma

– Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

Parteciperanno al dibattito diverse realtà di base che, negli spazi liberati, portano avanti progetti con i minori.
Vi saranno, inoltre, i ragazzi del coro del teatro San Carlo diretti dal maestro Carlo Morelli.

Il comunicato e l’evento su facebook con tutte le indicazioni:

https://www.facebook.com/events/761066734069941/


Acquisto treni metropolitana di Napoli: respinto il ricorso di TITAGARH FIREMA ADLER

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Napoli, 13 febbraio 2017

La sezione quarta del tribunale amministrativo regionale della Campania si è espressa sul ricorso numero di registro generale 3695 del 2016 proposto da FIREMA (TITAGARH
FIREMA ADLER spa) contro il comune di Napoli nei confronti della spagnola CAF, società che si è aggiudicata il bando.

Come noto oggetto del bando era la progettazione e fornitura di 10 elettrotreni a sei casse per la linea 1 della metropolitana di Napoli, con riserva di acquisto di ulteriori 10 elettrotreni, con il criterio di aggiudicazione dell’offerta più vantaggiosa (70 punti  per l’offerta tecnica; 10 punti per i tempi di consegna; 20 punti per l’offerta economica).

Il TAR Campania (sezione quarta) ha respinto il ricorso ed ha condannato la società ricorrente al pagamento delle spese (15.000 euro) per ciascuna parte.
L’atto è il  N. 00888/2017 REG.PROV.COLL. N. 03695/2016 REG.RIC.

Il testo della sentenza del TAR è disponibile qui

A meno di ulteriori intoppi legali e burocratici, si potrà finalmente pensare alla realizzazione dei dieci nuovi treni per la linea 1, cosa di fondamentale importanza per migliorare la frequenza dei treni. Va ricordato che la consegna dell’ultimo treno della linea 1 risale a 12 anni fa e che si tratta di elettromotrici progettate e costruite a partire dall’inizio degli anni ’90.

Salviamo i mosaici delle terme romane di via Terracina (foto confronto 2012-2017)

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Napoli, 13 febbraio 2017

Via Terracina, Fuorigrotta, Napoli. I mosaici del pavimento del complesso termale di epoca romana lentamente spariscono invasi  da muschi ed erbacce, danneggiati e totalmente soggiogati dagli agenti atmosferici.

Il confronto fotografico fra mie foto del 2012 e quelle scattate ieri da Orlando Catalano durante una passeggiata del gruppo Conosciamo Napoli e la Campania è impietoso: in alcuni casi animali e divinità marine sono letteralmente sparite, nascosti nel verde.

Il sito è gestito dai volontari del Gruppo Archeologico Napoletano, che provvedono all’apertura periodica del sito archeologico ma che evidentemente non possono sostituirsi alla Soprintendenza nelle operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria del sito.

E’ importante che il sito archeologico sia costantemente ripulito e che venga evitato che i visitatori possano passeggiare distrattamente sui mosaici.   Bisogna intervenire quanto prima per salvare i mosaici.

Da Mini guida fotografica delle terme romane di via Terracina (da laboratorionapoletano.com, 2012):

Venute alla luce verso la metà degli anni’30 durante i lavori per la costruzione della Mostra d’Oltremare, le terme romane di via Terracina per troppi anni hanno fatto parte di quella non trascurabile porzione del patrimonio artistico-culturale della città di Napoli celato a residenti e turisti.  Il sito archeologico èdi grande interesse, non solo per la possibilità di discernere i diversi ambienti (frigidarium, tepidarium, calidarium, spogliatoi, latrine, etc.) quanto per la presenza dei bei mosaici sui pavimenti di molte delle stanze. Come descritto sul sito del GAN (Gruppo Archeologico Napoletano) il tema dominante di tali raffigurazioni è dato dall’incontro e dalle successive nozze tra Poseidon ed Anfitrite a cui partecipa tutto l’universo marino. E’ ancora oggi possibile discernere, nonostante il cattivo stato di conservazione, delfini (anche nella latrina) ed animali marini, nereidi e  tritoni,  figure antropomorfe ed animali mitologici. le due stanze maggiormente decorate sono adiacenti ed oggi visibili insieme ad occhio nudo, non essendoci più pareti divisorie: il frigidarium e l’apodyterium, lo spogliatoio. Come accennato anche dinanzi alla latrina è presente un mosaico con decorazioni di figure animali, delfini in particolare. Nei passaggi fra i diversi ambienti era presente un pavimento a mosaici decorato con figure geometriche, purtroppo in molte zone giunto fino a noi in condizioni precarie. E’ interessante notare come sia ancora oggi possibile non solo distinguere i dettagli costruttivi del complesso termale, ma anche in diversi punti parte del marmo che abbelliva e ricopriva le pareti, così come in altri punti pezzi di intonaco.

La pagina del complesso termale di via Terracina sul sito CIR Campania Beni Culturali

Nel 2004 uno dei mosaici che è riportato nel foto confronto appariva così: foto da facebook

Nel 1940 invece il complesso termale appariva così: 

(si ringrazia lo staff di Napoli Retrò ed in particolare Enza de Vita per avermi aiutato nel trovare foto meno recenti delle terme romane)