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Napoli, 22 dicembre 2016

‘A livella di Totò è celeberrima ed ogni napoletano almeno una volta nella vita ne ha declamato alcune strofe.

A morte ‘o ssaje ched”è? …è una livella

Il tema è noto… tutti sono uguali dopo la morte, sia il marchese che il netturbino.  Di sicuro il grande Antonio de Curtis fu ispirato dal dialogo sopra la nobiltà di Parini e probabilmente incise non poco l’essere nato in mezzo alla Sanità, con la frequentazione delle catacombe di San Gaudioso e probabilmente anche del cimitero delle Fontanelle .

Guardando il memento mori esposto al museo archeologico nazionale di Napoli (il MANN) non è difficile immaginare che forse Totò sia stato ispirato anche dal noto mosaico proveniente dall’antica Pompei.

Il significato allegorico è abbastanza chiaro… la ruota della fortuna può girare durante la vita dell’uomo al punto da far diventare ricco il povero e viceversa ma la morte  azzera ogni differenza sociale… è una livella ed una volta volata via l’anima (simboleggiata dalla farfalla) la ruota resta ferma e la livella resta in equilibrio fra i simboli di ricchezza (la ricca stoffa, la corona) ed i simboli di povertà (il bastone del mendicante, il mantello che è quasi una pezza)

La spiegazione allegorica è riportata sul sito del MANN. Ho letto dell’accostamento fra questo mosaico e ‘a livella di Totò  su facebook alcuni giorni fa. Ineccepibile!

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