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30 agosto 2016

Non è la prima volta che scrivo di Ieranto e che pubblico foto di questo luogo unico e meraviglioso, non sarà certamente l’ultima (su laboratorionapoletano.com qualche foto scattata nel 2015 ad esempio).

La Storia ed il mito

La baia di Ieranto è uno dei luoghi dell’anima della penisola sorrentina, a cavallo fra il golfo di Salerno e quello di Napoli, esattamente di fronte ai Faraglioni di Capri. Lo è per la bellezza unica del paesaggio, per il colore del mare in piena area marina protetta, per la fauna e la flora certamente… ma è un luogo d’elezione anche perché conserva le tracce indelebili della miopia dell’uomo. Questi luoghi che erano stati scelti dagli antichi come luoghi del mito e degli dei (il tempio di Atena i cui resti sono ancora visibili a punta Campanella secondo Strabone fu fatto erigere da Ulisse in persona durante il suo lunghissimo viaggio di ritorno ad Itaca), furono difesi con la costruzioni delle torri di punta Campanella e di Montalto,  nel primo Novecento furono però stravolti dall’attività industriale di estrazione di pietra calcarea da parte dell’ILVA (poi Italsider). Chiusa la cava e dopo anni di abbandono, da 30 anni l’intera area è di proprietà del FAI (maggiori info sul sito del Fondo Ambiente italiano).

Il Sentiero, la via di Ieranto

Il sentiero che dalla frazione di Nerano (il centro abitato a circa 200 metri di altezza s.l.m.)  di Massa Lubrense porta giù alla spiaggia di Ieranto, in mezzo all’omonima baia, è frequentato ogni giorno da residenti e turisti che sfidano il calore estivo per una giornata al mare unica nel suo genere.   Da Nerano alla spiaggia di Ieranto sono poco più di 1,5 km, percorribili anche con calzature non proprio da trekking in meno di un’ora, qualcosa in più in caso di presenza di bambini.

Il percorso è all’inizio in leggera salita in mezzo alla macchia mediterranea, mantenendo sulla destra il monte San Costanzo. Dai punti panoramici la vista è mozzafiato su marina del Cantone e la costiera amalfitana fino a Praiano (in giorni particolarmente tersi si può vedere anche la costa salernitana) con le isole de Li Galli e l’Isca a completare il panorama.   Continuando sul sentiero, superata la nuova centralina meteo dell’ARPA Campania la cui installazione ha sollevato non poche critiche , si abbandona il panorama di marina del Cantone per entrare nella baia di Ieranto vera e propria, con alla sinistra la punta di Montalto e l’omonima torre cinquecentesca.  Sulla destra monte San Costanzo e punta Campanella, che si avvicina a Capri terminando con la torre, di fronte Capri è visibile solo parzialmente, laddove il profilo dei Faraglioni è invece chiarissimo e visibile anche il “buco” in mezzo ad uno degli stessi. Sulla sinistra si vede Montalto, la torre e scendendo la casa colonica oggi proprietà del FAI, gli uliveti ed i resti dell’attività estrattiva della cava.

In discesa è probabilmente preferibile, giunti al bivio segnalato dal cartello del FAI fra la discesa in spiaggia e la strada verso la torre di Montalto, prendere la seconda, a sinistra.  La passeggiata in tal caso, dopo un primo tratto in discesa abbastanza sconnesso, procede girando a destra  fra gli ulivi ed i muretti a secco, passando accanto alla casa colonica del FAI.  Sono diversi gli spunti fotografici lungo tutto il percorso.   In risalita la scalinata, sconnessa e ripida, resta la migliore strada per ritornare su a oltre 200 metri.

 Fotografie scattate il 23 agosto, durante l’incendio a Torca e prima dell’incendio di Monte San Costanzo

Alcune delle foto presenti in questa galleria verranno pubblicate anche su fotografiareale.blogspot.it, sul mio profilo flickr e su laboratorionapoletano.com

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