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Napoli, 29 gennaio 2017

Risalendo per l’antico cardo (via Nilo – via Atri) oltre il decumano superiore, vicolo San Gaudioso nasconde quel che resta di un ricchissimo ed antichissimo complesso monastico, che aveva dato il nome alla strada.  Il complesso fu fondato nel V secolo dal vescovo africano Settimio Celio Gaudioso, Sant’Agnello ne fu abate.  Il complesso conobbe grande fortuna e ricchezza fra il XVI e XVII secolo, quando l’intera insula religiosa fu ampliata ed abbellita.  La scala e l’arco di ingresso, realizzati da Cosimo Fanzago, unici resti del complesso, ne sono testimonianza.  La chiesa fu distrutta nel 1799 durante i moti che portarono alla fondazione della repubblica partenopea, mentre il monastero – divenuto nel frattempo prima osservatorio e poi dal 1830 sede di clinica universitaria – fu abbattuto negli anni ’20 del XX secolo per realizzare la nuova sede del Policlinico.

Sotto l’arco d’ingresso, un po’ danneggiato dal tempo, è ancora riconoscibile il passaggio di Zilda (l’opera dello street artist si chiama “meditazione”).

fonti:  Napoligrafia e wikipedia

Dove si trova il complesso di San Gaudioso (google maps)

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