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Napoli, 7 aprile 2016

A Bagnoli verrà realizzata la “prima università di eccellenza internazionale nel mezzogiorno”, così prevede #rilanciobagnoli, così è scritto nelle colorate slide presentate ieri da Renzi in cabina di regia.

Più leggo e rileggo quella frase più non capisco… per l’attuale presidente del consiglio, per i soggetti coinvolti nella cabina di regia, per Invitalia che ha stilato il progetto il Sud Italia non ha alcuna eccellenza internazionale in ambito universitario?  Serve realizzarne una ad hoc, calandola dall’alto con benevolenza ?

Quanto affermato è quasi offensivo per quanti, con non poche difficoltà, dedicano l’anima per portare avanti la ricerca negli atenei e nei centri di ricerca italiani, anche a Napoli, anche nel Sud Italia.

Trovo gravissimo quanto affermato, non fosse altro perché già Napoli è piena zeppa di realtà solide e dal grande appeal internazionale nell’ambito della ricerca scientifica e dell’università, non fosse altro perché già Fuorigrotta e Bagnoli sono realtà fortemente caratterizzate dalla presenza di enti di ricerca ed università.

A poche centinaia di metri o in un raggio di meno di tre chilometri vi sono diverse sedi di Ingegneria della Federico II, sedi di prestigiosi e storici Istituti del CNR (c’è l’Istituto di ricerche sulla combustione, l’Istituto Motori, l‘Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente, l’Istituto per i materiali compositi e biomedici), dell’INGV (c’è una sede dell’Osservatorio Vesuviano)….

Tutte realtà caratterizzate da una solida reputazione internazionale nei rispettivi settori di appartenenza. Restando nella X municipalità, ingegneria della Federico II nelle graduatorie di Qs Top Universities è ben piazzata, nel settore dell’ingegneria civile e strutturale, la Federico II è terza in Italia (51-100 nel mondo), nel settore dell’ingegneria meccanica è quarta in Italia e nel range 101-150 nel mondo, nel settore dell’ ingegneria chimica è sesta in Italia e nel gruppo 151-200 nella classifica generale.

Renzi pensi alla bonifica, ad impegnare già da ora le decine e decine (per non scrivere centinaia) di milioni necessari per bonificare Bagnoli, che il rapporto ICRAM del 2005 definiva in condizioni di “elevata contaminazione, e per alcune aree addirittura di compromissione, sia degli arenili che dei fondali prospicienti l’ex area industriale di Bagnoli”.

La sensazione è che al piano urbanistico ed alla riqualificazione successiva è davvero meglio che ci pensi chi conosce davvero la realtà partenopea. Renzi e la cabina di regia con questo progetto stanno mostrando di non conoscere affatto quel che c’è intorno all’ex area industriale di Bagnoli.

Fabrizio Reale

 

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