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Giancarlo Siani il luogo dell'omicidio e la lapide in sua memoriaNapoli, 20 settembre 2015

Mercoledì saranno trent’anni dalla morte di Giancarlo Siani, da quella sera del 23 settembre quando in piazza Leonardo il giovane giornalista fu ucciso quando era ancora a bordo della sua Citroën Méhari (che negli anni sarebbe diventata un simbolo anti-camorra).  Nel luogo dell’omicidio oggi c’è una lapide che passa quasi inosservata.  Ma la memoria non può passare inosservata.  In queste ore, da un’idea di Francesca Santagata e di Marì Muscarà, è stato creato un gruppo facebook che sta raccogliendo quanti erano vicini a Giancarlo Siani, vuoi per conoscenza o semplicemente perché abitavano nello stesso quartiere, lungo lo stesso marciapiede, nello stesso condominio e soprattutto quanti magari Giancarlo Siani non hanno mai conosciuto.   L’idea è semplice:

vorremmo rendere il luogo dell’omicidio di Giancarlo Siani più adeguato a ciò che rappresenta… una triste lapide non è sufficiente
Dare maggiore visibilità al luogo dell’omicidio, sul come si sta discutendo e presumo conterà molto anche il parere della famiglia di Giancarlo Siani.  Realizzare un’aiuola, piantare un albero, far realizzare un murales sulla parete, le idee sono semplici e realizzabili, coinvolgendo il condominio ed il comune/municipalità.
Piantare un albero è fra i gesti simbolici di maggior impatto:  la crescita della pianta idealmente corrisponde al rafforzamento della memoria.  Parimenti un murales è qualcosa dal fortissimo impatto visivo, di grande immediatezza e che probabilmente avvicinerebbe molti giovani alla scoperta di chi era Giancarlo Siani.  I murales però son sempre qualcosa di controverso.
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