Napoli, 15 luglio 2015

Ieri mattina, prima delle 8,00, ho incontrato nel giro di pochi minuti quattro spazzatrici meccaniche: una in piazza del Carmine, un paio in zona Chiaia, una a Fuorigrotta, a via Cinthia (non capirò mai esattamente come si chiama in realtà).

A prima mattina sotto casa mia c’era un operatore ecologico ed ho incrociato quattro o cinque persone intente a ripulire lo schifo che c’è dietro il vado del Carmine (lo schifo è rimasto là… cosa stessero facendo mi è del tutto incomprensibile… ).

E’ anche vero che poi ho incontrato un signore sulla sessantina che girava per via Filangieri vestito con una candida sottoveste e che pare -fonte quotidiani locali – che vi fosse un altro signore, più corpulento, che girava sempre in zona Chiaia vestito di solo tanga verde.

Con il caldo capita di avere le visioni o, piuttosto, di fare incontri inattesi.

La cosa peggiore di tutti gli incontri fatti stamane è che mi sono stupito più della serie di incontri di personaggi intenti a ripulire che del canuto signore in candida veste, che mi ricordava la versione anziana di Giuditta/Benigni all’atto di fare la propria, personale, sfilata di moda in chiesa davanti agli occhi attoniti di Walter Matthau.

Ecco… se dovessi chiedere qualcosa al prossimo sindaco di Napoli, chiunque egli sia, che sia nuovamente De Magistris o altro nome che al momento non mi viene in mente, proporrei banalmente la normalità di vedere una città pulita,  con spazzamento costante, rifiuti tolti dalle aiuole ed una giusta ed abbondante punizione per chi sporca la città in vario modo.

Non voglio più stupirmi di vedere operatori ecologici di vario tipo intenti a ripulire la città, in diversi quartieri.

Perché è vero che cinque anni fa le cose erano di gran lunga peggiori, è vero che in questi quattro anni sono state introdotte alcune novità, dal numero di spazzatrici meccaniche all’aumento delle isole ecologiche, dalla raccolta dei vestiti usati al centro di raccolta itinerante dei RAEE, passando per l’incremento del PaP avviato in diversi quartieri cittadini. E’ però altresì vero che i dati della raccolta differenziata sono ben lungi dall’essere apprezzabili, che ASIA continua a non funzionare a dovere e ben poco potrà fare il nuovo amministratore delegato di ASIA se continuerà a mancare sia la collaborazione di parte della cittadinanza che, probabilmente, di parte dei dipendenti stessi di ASIA.

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