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trotto sul lungomare lavori pistaNapoli, 20 aprile 2015

Ancora lungomare liberato? Ancora a discutere di un evento organizzato a via Caracciolo dall’amministrazione de Magistris?

Fra le mille cose organizzate a Napoli e fra i mille problemi di una città piena di contraddizioni sembra che sia importante solo quanto accada a Chiaia, in prossimità del mare, su quel lungomare che fu realizzato in buona parte artificialmente colmando un po’ qua, un po’ là nel corso del XIX secolo.

Sinceramente sarebbe ora di concentrarsi su altro.

E il bello è che questo suggerimento non riguarda il sindaco de Magistris e la sua giunta, almeno, non solo… riguarda soprattutto i tanti detrattori del sindaco.

Appena qualcosa viene organizzata lungo via Caracciolo o via Partenope, che sia originale o meno, interessante o meno, importante o davvero inutile, una parte della città si alza sugli scudi e parte in difesa del proprio lungomare, quel lungomare più bello del mondo così violentato dal sindaco che pretendeva di liberarlo.

Il problema è che si tratta in massima parte di proteste “a prescindere”.

Ultima in ordine temporale la corsa di trotto organizzata su via Caracciolo: un evento indubbiamente originale,  patrocinato dal comune di Napoli, che ha raccolto un bel po’ di curiosi domenica scorsa (non tantissimi in verità) e tante critiche.  Hanno protestato sui social network contro la “trot race” quelli della LAV per presunti maltrattamenti sugli animali (in realtà però non si correva sull’asfalto in quanto la strada era stata ricoperta da un bel po’ di terra/sabbia compattata), alcuni bikers per la sospensione della pista ciclabile nei giorni precedenti l’evento, numerosi appartenenti ad alcune associazioni di cittadini per svariati motivi, non ultimo l’utilizzo improprio di una strada indicata come via di fuga nel caso di cataclismi come l’eruzione del Vesuvio o dei Campi Flegrei (!!!).

Sono numerosi poi quelli che ” il sindaco pensa solo al lungomare liberato”, eppure a ben vedere, fra tanti errori di gioventù ed inesperienza di De Magistris e staff, quel che ha funzionato meglio in questi quattro anni è stata proprio la strategia di rilancio dell’immagine di Napoli che è iniziata ed ha avuto come simbolo proprio il lungomare di Napoli.   Le regate delle World Series di America’s cup, le partite di coppa Davis, la partenza del Giro d’Italia ed ancora le gare di offshore, le strade trasformate in pizzerie, in discoteche, in librerie, in palco d’eccezione per papa Francesco.

Una volta chiuso al traffico un tratto di via Caracciolo le ipotesi erano due: lasciarlo là, inutile striscia di asfalto a metà fra la villa comunale ed il mare, oppure sfruttarlo per eventi grandi e piccoli, più o meno interessanti, cercando sempre di mostrare Napoli partendo dal lungomare ed entrando fin dentro i vicoli della città.

Il turista non viene a Napoli per via Caracciolo, che resta meta di un turismo mordi e fuggi fatto di persone che vivono a poca distanza dalla città, il turista vero, quello che è tornato a riempire gli alberghi ed i vicoli della città, viene a Napoli per il patrimonio storico, artistico, enogastronomico.  E’ il turista che resta stupito sia dalla bellezza travolgente di una città gloriosamente decadente, per non dire fatiscente, sia dall’assenza di file fuori i musei pieni di opere d’arte come pochi al mondo (giusto per citare il recente articolo apparso sul Telegraph), è un turista che dopo aver visitato il centro storico passa “anche” per il lungomare, ma che magari ha visto le immagini splendide di Napoli proprio grazie al rilancio mediatico attuato dall’amministrazione de Magistris.

Chi vorrà sfidare De Magistris fra poco più di un anno dovrà cambiare strategia, concentrarsi su quel che non ha funzionato finora, su una raccolta differenziata ancora al palo (sempre meglio dei predecessori però), su una città che necessita di maggiore manutenzione ordinaria (ma le buche erano molto  di più all’epoca della Iervolino), su una città che necessita di maggior salvaguardia del patrimonio artistico-culturale (ma son tante le iniziative piccole e grandi attuate da municipalità varie e comune), di mobilità realmente sostenibile, etc. etc.

In poche parole chi vorrà sfidare De Magistris dovrà smettere di guardare alla rivoluzione arancione (che è terminata prima ancora di cominciare) ma dovrà analizzare punto per punto quanto fatto finora dal sindaco, senza negare l’evidenza di alcuni miglioramenti e puntando l’indice, con proposte serie e valide, su quanto finora è stato fatto solo parzialmente e dovrà tener conto che l’amministrazione ha ancora 12 mesi per migliorare quanto fatto finora.

 

 

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