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Napoli, 4 marzo 2015 #27

Nei cortili delle scuole di Napoli come sugli spalti delle palestre non si parla d’altro: ossiuriasi, vermi intestinali.   Nelle ultime settimane sono stati segnalati numerosi casi di ossiuriasi al punto da causare tutta una serie di interventi da parte dei dirigenti scolastici e dell’ASL:  prima la de Amicis, a Chiaia, che è stata “pulita” dall’ASL a fine gennaio  è stata poi la volta della media Tito Livio, chiusa per pulizie il 10 febbraio, di  Dalla Parte dei bambini, scuola d’infanzia gestita dalla Furfaro all’interno dell’Istituto Pontano il 21 febbraio, che ha provveduto alla sanificazione senza che vi fossero casi certificati.    Il 27 febbraio la Maria Cristina di Savoia ha diramato una circolare riguardante  norme comportamentali, che riprende ed amplifica quanto richiesto dall’ASL,  altri casi certificati sono stati registrati in altre scuole ed altre ancora hanno avviato procedure speciali di pulizia.

Non bisogna però allarmarsi, in quanto l’ossiuriasi è spesso e volentieri totalmente asintomatica ed il più delle volte l’effetto più evidente è un po’ di prurito vicino al sederino dei bambini.   I passi da compiere per verificare se proprio figlio sia affetto e gli eventuali successivi sono pochi e semplici:

VERIFICARE se il bambino è affetto da ossiuriasi: si può effettuare lo “scotch test ” (chiedere al pediatra di fiducia o al farmacista) e comunque si può controllare se vi siano uova o vermi (son come sottili filamenti bianchi) nelle feci o in prossimità del sederino.

COSA FARE qualora il bimbo sia affetto da ossiuriasi:

1) Contattare il medico curante per richiedere il farmaco più adatto per il trattamento antiparassitario (in genere per eliminare il problema basta un cucchiaino di sciroppo o una compressa, da ripetere dopo un paio di settimane).  Molti medici consigliano di far effettuare il trattamento a tutti i membri del nucleo familiare.   Il bimbo potrà poi ritornare a scuola senza alcun problema.

2) Contattare SUBITO la scuola (ad esempio le maestre) e portare a scuola un certificato medico che attesti la presenza di ossiuri e l’avvenuto trattamento, così da permettere alla scuola di contattare l’ASL per avviare le procedure di sanificazione (altrimenti il bambino rischierà di prendere nuovamente l’ossiuriasi).

In generale, sia in presenza di ossiuriasi in famiglia che all’interno della scuola frequentata dai bimbi:

3) Lavare accuratamente le mani prima e dopo i pasti, prima e dopo essere andati in bagno. le unghie vanno tenute corte e curate.   Vanno rispettate le normali norme di igiene, soprattutto quando si va in bagno.  Vanno cambiate e lavate con cura biancheria e lenzuola.  Se un bambino della famiglia manifesta ossiuriasi, può rendersi necessario il trattamento degli altri piccoli con cui convive.

4) La scuola, dal suo canto, dovrà provvedere a far sì che venga eseguito il protocollo previsto dall’ASL riguardante le modalità di pulizia degli ambienti della scuola. In caso di numerosi casi (SOLO in tal caso) l’ASL interverrà direttamente con operazioni di disinfezione degli ambienti scolastici.

Va chiarito che in presenza di vermi intestinali, i genitori devono avvisare la scuola e devono produrre un certificato medico per far sì che la diffusione dell’ossiuriasi venga stroncata:  la ASL non agisce in base a “voci di corridoio”, ma solo davanti a certificati medici.  Fra l’altro non avvisare la scuola comporta il fatto che altri bambini di quella classe verranno contagiati ed il bambino, anche dopo aver fatto il trattamento, rischierà di riprendersi i vermi. Non conviene a nessuno pertanto un silenzio tanto stupido (l’ossiuriasi è una banalità e non è sintomo di cattiva igiene personale) quanto controproducente per tutti.

 

Ps

Anche a Bologna è “emergenza ossiuriasi” con diverse scuole chiuse in questi giorni

 

 

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